Cino dei Sinibuldi
Facoltà di Diritto Civile

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Cino dei Sinibuldi (detto anche de' Sighibuldi, Cino da Pistoia) nacque forse a Pistoia nel 1265. La sua formazione viene tradizionalmente ricondotta all'insegnamento dei più famosi maestri di Orléans e di validi maestri italiani come Dino del Mugello. E' certo, comunque, che studiò a Bologna tra il primo e il secondo decennio del Trecento dove conseguì la laurea ed attese alla stesura della Lectura supra Codice.
Oltre a svolgere attività didattica, compì proficue esperienze nell'amministrazione della giustizia, ricoprendo importanti cariche in patria ed altrove.
Nel 1314-1315 rivestì la carica di giudice collaterale del Podestà di Siena, mentre nel 1319 ricevette l'incarico di sindacare gli atti del Podestà e degli altri magistrati scaduti dai rispettivi uffici alla fine del secondo semestre del 1318.
Nel 1321 furono presi contatti dal Comune di Siena con Cino in qualità di docente di diritto civile. In quell'epoca il celebre giurista si trovava a Camerino, dove aveva rivestito l'incarico di giudice collaterale del rettore della Marca di Ancona.
Gli venne corrisposto un salario di 200 fiorini d'oro (inferiore, però, di 80 fiorini a quello dell'altro giurista pisano Andrea Ciaffi) ed iniziò la sua attività didattica nell'Ateneo senese a partire dal 29 settembre 1321 - giorno di S.Michele Arcangelo -. Il giurista pistoiese svolse le sue mansioni di docente sino a tutto l'accademico 1322-1323 come attestano i pagamenti regolarmente erogati a suo favore dalle auttorità comunali. Successivamente, interrotte per alcuni mesi le lezioni - dal novembre 1323 all'aprile 1324-, Cino ritornò a Siena e vi riprese l'insegnamento per tenerlo dall'autunno del 1324 all'estate del 1326, nel qual tempo il salario gli venne elevato sino a duecento

ottanta fiorini d'oro. Non è possibile stabilire quali fossero i contenuti delle lezioni svolte dal Sinibuldi nel suo soggiorno senese, anche se sappiamo che nell'anno accademico 1325-1326 era "lector in iure civili in sede et lectura extraordinaria", la quale notizia fa supporre che il giurista pistoiese abbia rivolto le sue attenzioni prevalentemente al commento di certe parti del Corpus giustinianeo, in particolare del Digestum Novum ed all'Infortiatum. Alla assoluta mancanza di indizi riguardo la produzione di opere esegetiche fa riscontro invece la ricchezza di testimonianze concernenti la sua produzione coeva a carattere pratico, costituita per lo più da quaestiones e consilia. I suoi rapporti con Siena furono sempre buoni, al punto che egli stesso ebbe a definire la città toscana come Civitas ydearum.
Sul finire del 1326 Cino si recò a Perugia per fornire dei consilia al Comune di quella città. Nell'anno accademico 1328-1329 ricevette l'incarico dall'Università di Perugia di ricoprire la cattedra ordinaria di diritto civile con un salario di duecento cinquanta fiorini d'oro, oltre che a venticinque per altra lettura. Nel 1330 leggeva il De actionibus per sessantaquattro lire, sei soldi e tre denari, e nelllo stesso anno gli venne rinnovata una condotta triennale per l'insegnamento di diritto civile ordinario. Dopo un breve soggiorno a Napoli, era nuovamente presente nella città umbra nell'anno accademico 1332-1333.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo le Glosse contrarie, Additiones et apostillae super prima parte Infortiati, la Quaestio disputata per Cynum in Civitate Senarum.


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