Dipartimento di Scienze Ambientali

HERBARIUM UNIVERSITATIS SENENSIS

 
Via P.A. Mattioli 4, 53100 SIENA
Tel. 0577/232872 - 232933, Fax 0577-232860

Personale

Alessandro Chiarucci
0577/232872

Ilaria Bonini
0577/232872

Nancy Avetta
0577/232874-933

 

INDICE

Notizie Generali

Collezioni varie

Storia

Collezioni moderne
Erbari storici

Pubblicazioni

 

Notizie generali

L’Herbarium Universitatis Senensis (SIENA) consta di oltre 60.000 essiccata di piante vascolari e circa 8000 essiccata di licheni, briofite, funghi e alghe. L’erbario è articolato in diverse collezioni: gli Erbari storici, la Mycotheca Universalis, le Collezioni varie e le Collezioni moderne. Nell’erbario vengono tutt’oggi depositati i campioni legati alla ricerca pura (flora, vegetazione, studi fitogeografici) e applicata (monitoraggio ambientale, studi sulla biodiversità) svolti dai ricercatori nel Dipartimento di Scienze Ambientali. Tali ricerche riguardano principalmente aree della Toscana.

Indice

Storia

Alla città di Siena viene spesso accostato il nome di uno dei padri della Botanica in Italia, Pietro Andrea Mattioli, nato nel 1501 proprio a Siena. Egli fu coetaneo di Luca Ghini, colui che, primo fra tutti, iniziò tra il 1530 e il 1540 a Bologna, la consuetudine di formare raccolte di piante disseccate. Sembra che Mattioli non abbia allestito una propria collezione di piante disseccate, ma si sia limitato a farle disegnare accuratamente. Pertanto i primi erbari senesi, cioè le prime collezioni di essiccata, dei quali è nota tuttora l'esistenza, risalgono alla seconda metà del XVII secolo e all'inizio del XVIII, cioè ad oltre cento anni dall'epoca del Mattioli. Essi, insieme con altre piccole raccolte datate fra la metà del 1700 e l'inizio del 1800, si inseriscono nella comune tradizione dei medici e speziali di quel periodo. L’Herbarium Universitatis Senensis fu fondato nel 1860 da Giovanni Campani ed origina dalla fusione di un "Erbario generale", comprendente in prevalenza campioni raccolti da Nannizzi, A. Tassi, Mezzetti, Calandrini, Cioni, Celi, Caldesi, Rosellini, Sartorelli, Franzoni, Corinaldi, Caruel, Ricasoli o provenienti da diversi Orti Botanici, ed un "Erbario toscano", riunito da A. Tassi e comprendente materiale dello stesso Tassi, di Campani e di Caruel. La fusione ed il primo riordino delle collezioni avvennero nel 1916/1917, per opera di A. Nannizzi. Altri interventi di riordino avvennero sotto la direzione del Prof. Pichi-Sermolli, e furono completati dal Prof. V. De Dominicis nel 1968. Dal 1997 è stata iniziata l’informatizzazione degli essiccata e un ulteriore riordino delle Collezioni moderne.

Bibliografia: Chiarucci et al., 1993; Ferri, 1987; Ferri & Miraldi, 1993; Mariotti, 1992, 1993; Nannizzi, 1928a, 1928b, 1928c; Perini, 1994; Ricci, 1987; Tassi, 1905;  

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Erbari storici

Erbario anonimo senese del secolo XVIII

Si tratta di un volume di 90 carte, rilegato in pergamena e contenente campioni incollati di piante essiccate, riferibili a 96 specie diverse. E' databile alla metà del XVIII secolo. Contiene piante raccolte perlopiù nei dintorni di Siena; l'importanza di questo erbario è prevalentemente storica ed è dovuta al fatto che in esso compaiono campioni di Salvia pinnata L., specie originaria dell'Asia minore e della Siria, come nota per la prima volta in Italia e di altre specie esotiche adesso non più coltivate, ma un tempo ampiamente utilizzate. L'erbario venne donato all'ex Istituto Botanico dal Cavalier ufficiale Enrico Righi.

Bibliografia: Preda, 1917; Nannizzi, 1928a;

Erbario di Lorenzo Panducci

E' costituito da due volumi, legati in cartone con rivestimento in carta arabescata a colori e dorso in pergamena, contenenti rispettivamente di 96 e 74 carte, sulle quali sono incollati 103 e 61 campioni di piante. L'erbario risale agli anni intorno al 1770, tuttavia sembra certo che esso sia stato aggiornato e completato almeno sino al 1785-1790; viene infatti citata l'opera di tossicologia del Plenk del 1785. L'erbario comprende diverse piante siciliane (con nomi volgari) e campioni di Saxifraga sarmentosa L. e Zinnia elegans Jacq., specie per le quali sono conosciute come date di segnalazione in Italia, rispettivamente il 1793 e il 1780. Non si può escludere che vi siano stati interventi di mani diverse anche per gran parte del XIX secolo. Sulla carta che riveste esternamente il secondo piatto è riportata infatti una frase dalla quale sembrerebbe che l'erbario sia stato addirittura portato in Sicilia da un soldato arruolatosi al seguito di Garibaldi. L'erbario venne donato, nel 1904, all'Istituto Botanico di Siena allora diretto da Attilio Tassi, dal Signor Pasquale Cesare Meucci, che lo aveva ereditato dai suoi avi.

Bibliografia: Nannizzi, 1928b; Tassi, 1905; Plenk 1785; Saccardo, 1909;

Erbario senese di Vincenzo Felici

E' un volume di 139 carte, legato in cartone e pergamena in cui sono presenti 158 specie di piante. Riporta sul dorso "Erbario Botanico di Siena 1803 Vinc. Felici". Nell'indice le piante contenute nelle prime 55 pagine sono indicate come erbe officinali, tuttavia molte di queste sono senz'altro presenti anche nelle pagine successive. Il maggior interesse deriva dal fatto che, oltre alle piante spontanee, probabilmente raccolte tutte nel senese, vi sono diverse specie esotiche probabilmente coltivate nel primo Orto Botanico di Siena, adiacente all'Ospedale di S. Maria della Scala. Pervenne all’Erbario dell'Università per acquisto effettuato nel 1913.

Bibliografia: Nannizzi, 1928c; Ferri & Miralidi, 1993;

Erbario dei "Cappuccini" di S. Quirico d'Orcia (Sec. XVIII)

Si tratta di un erbario anonimo composto da un volume con legatura cartonata e quattro cartelle con piatti ricoperti da carte marmorizzate e lacci; le cartelle contengono carte ripiegate (tipo "camicie"). Complessivamente il volume e le cartelle sono composti da 579 carte sulle quali sono incollati 347 campioni di specie, sia comuni nel territorio senese, sia esotiche, ma certamente coltivate. Le cartelle sono distinte da una dicitura sul dorso: uno riporta "Piante officinali" e tre "Piante non officinali". All'interno le piante sono identificate da etichette incollate con nomi prelinneani seguiti da nomina trivialia, talora apposti in epoca successiva; in diversi casi esistono estese indicazioni sulle proprietà medicinali. L'erbario è stato compilato probabilmente nella seconda metà del 1700 nel Convento dei Cappuccini di S. Quirico d'Orcia; il convento stesso venne confiscato in periodo risorgimentale e venduto alla famiglia borghese dei Filugelli; da un ramo di questa famiglia l'erbario passò per eredità al Signor Piero Simonelli di S. Quirico d'Orcia, che ne fece dono nel 1987 all’ex Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università di Siena.

Bibliografia: Mariotti & Chiarucci, 1993;

Mycotheca universalis e collezioni affini

Si tratta di una collezione esclusivamente dedicata alle crittogame e chiusa all'epoca della cessazione da ogni attività di A. Nannizzi. La collezione è suddivisa in 67 cartelle di cartone (per la maggior parte 20x26x9 cm). Il maggior numero di campioni è costituito da micromiceti riferibili a serie di essiccata acquistate o derivanti da ricerche micologiche e fitopatologiche svolte a Siena, ricerche che hanno dato luogo a numerose pubblicazioni tra la fine del 1800 e la prima metà di questo secolo. La Mycotheca Universalis, inizialmente costituita da 50 cartelle, nata per iniziativa di F. Tassi, come raccolta di campioni di confronto, costituisce il nucleo originario di queste collezioni, che si sono poi arricchite, oltre che di micro- e macromiceti, di altre crittogame e sono state riordinate da Nannizzi. Esse hanno un discreto valore come documentazione del periodo di feconda attività negli studi crittogamici nell'ex Istituto ed Orto Botanico di Siena. I campioni, nel numero di circa 7200, sono riuniti in bustine, a loro volta spillate singolarmente o a gruppi di 2-5 per foglio. Fra essi sono conservati i materiali tipici di entità descritte da F. Tassi, A. Nannizzi e A. Agostini. In alcuni casi il materiale è stato già oggetto di studi da parte di specialisti come, per esempio, O. Aas, H.A. Van der Bearn, V. Demoulin, H.A. Van Kesteren, N. Lundquist, B. Sutton.

Bibliografia: Ferri et al., 1999; Chiarucci & Mariotti, 1994; Mariotti & Chiarucci, 1993; Preda, 1917;

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Collezioni varie

Erbario delle alpi

Riuniti in sei cartelle sono conservati i campioni della prima centuria della "Collection de Mousses de la Suisse" e le cinque centurie dell'"Herbier portatif des Alpes", entrambe edite a Berna da Seringe nel 1809. Esse vennero donate all'ex Istituto Botanico dal marchese Chigi- Zondadari. Queste collezioni, in particolare la raccolta di muschi, rivestono una discreta importanza per la loro rarità.

Bibliografia: Mariotti & Chiarucci, 1993;

Spermoteca

Abbastanza consistente è la raccolta di semi, frutti, resine, gomme, radici ed altri prodotti vegetali essiccati. Questi sono conservati in barattoli di vetro in due vetrine e comprendono circa 2250 campioni appartenenti a entità, per la massima parte, di interesse economico. Diversi campioni risalgono al 1860-1870. Tale raccolta venne riordinata da Nannizzi nel 1916 ed arricchita successivamente. Per certi campioni esiste il corrispondente exsiccatum nell'erbario. Meritevole di attenzione anche la collezione di materiali sotto formalina, costituita oggigiorno da 59 barattoli di vetro rimasti degli oltre 200 che la costituivano in passato. Questi contengono parti di fanerogame quali culmi, foglie, fiori, frutti, strobili e bulbi, fronde di felci, corpi fruttiferi di macromiceti, alghe e un interessantissimo campione di radici di Albizzia julibrissin Durazzo con tubercoli radicali.  

Bibliografia: Preda ,1917;

Xiloteca

La collezione xilologica fu riunita sotto la direzione del Prof. Longo, utilizzando vecchi campioni di A. Tassi e materiale ricavato dalle specie legnose dell'Orto ed incrementato successivamente fino alla fine degli anni '60. Essa è costituita da 186 sezioni trasversali e longitudinali di tronchi o rami riunite in una vetrina e 6 campioni, di dimensioni maggiori, esposte sulle pareti della portineria del Dipartimento.

Bibliografia: Preda ,1917;

Erbario "Alfio Musmarra"

Circa 8.000 campioni appartengono all'Erbario "Alfio Musmarra" (professore di Ecologia alla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna), donato nel 1990 all’Erbario di Siena dal figlio Vincenzo Musmarra. Si tratta di campioni provenienti principalmente da raccolte effettuate in Sicilia.

Indice

Collezioni moderne

L'Herbarium Universitatis Senensis è costituito dalle collezioni di Campani, Tassi, Nannizzi, ed altri studiosi; è aperto agli incrementi attuali a testimonianza di tutte le ricerche vegetazionali, floristiche e farmaceutiche svolte nel Dipartimento. La collezione è articolata secondo i diversi gruppi sistematici:

 Alghe

La collezione di Alghe è costituita quasi esclusivamente da campioni dell'Erbario Crittogamico Italiano; i pochi campioni non appartenenti a questa serie di essiccata si devono alle raccolte effettuate da G. Campani, F. Tassi, J. Corinaldi, R. De Gori, S. Ferri, C. Martini Barluzzi e A. Vatova e sono riferibili perlopiù a località della Toscana meridionale o a tratti di mare antistanti il litorale toscano e quello triestino-polesano. I campioni sono montati su fogli, assommano a circa 1130 e sono ordinati alfabeticamente.

Briofite

La collezione di exiccata di Briofite comprende una parte antica (risalente al secolo scorso) ed una recente (iniziata nel 1970). La prima parte è costituita da circa 665 campioni derivanti in modo quasi esclusivo dall'Erbario Crittogamico Italiano I e II serie; una minore percentuale deriva dalle raccolte di Campani, A. Tassi e Brogi, effettuate quasi esclusivamente nel senese. I campioni sono conservati in buste spillate su fogli ed inserite in camicie, per singole specie, a loro volta racchiuse in pacchi tra due cartoni rigidi, stretti da una cinghia. Di recente sviluppo risulta la collezione moderna di Briofite, collegata sia agli studi floristici svolti sulle Alpi Apuane, che ad altri studi ecologici e floristici effettuati nel Dipartimento di Scienze Ambientali. Tale collezione viene tuttora incrementata e comprende oltre circa 1000 campioni, conservati in buste, ordinati alfabeticamente e custoditi in cassettiere di metallo.

Bibliografia: Bonini,1993;Mariotti & Chiarucci, 1993;

Macromiceti

La collezione moderna di macromiceti è costituita da circa 3000 campioni fra i quali sono rappresentate circa 800 specie. Le raccolte dei campioni sono state effettuate nell'ultimo ventennio quasi esclusivamente nella Toscana centro-meridionale ed in particolare nelle aree oggetto degli studi micocenologici. I campioni, in buste di carta, disposti secondo un ordine alfabetico per generi e specie, sono custoditi in cassettiere metalliche.

Bibliografia: Barluzzi et al., 1998; Chiarucci & Mariotti, 1994; Ferri et al., 1999; Mariotti & Chiarucci, 1993;

Licheni

La collezione di exiccata di licheni ammonta a circa 2500 campioni; di questi, 400 derivano dalle raccolte più antiche, costituite dalle serie dell'Erbario Crittogamico Italiano (circa 300) e da campioni di Trevisan, Caldesi, Franzoni, dell'Herbarium Horti Romani, pervenuti per lo più attraverso la collezione Brogi, a sua volta confluita nell'Erbario Andreucci. Gli altri campioni costituiscono un apporto più recente: da 10 anni si sono infatti sviluppate, presso il Dipartimento, ricerche di biomonitoraggio ambientale che utilizzano sistematicamente i licheni come indicatori. La collezione lichenologica, comprende campioni conservati in buste, ordinati alfabeticamente e custoditi in cassettiere metalliche.

Bibliografia: CHIARUCCI & LOPPI, 1990; Loppi, 1993; Loppi et al., 1995;

Fanerogame e crittogame vascolari

Sotto il profilo quantitativo, i campioni di piante vascolari rappresentano il nucleo maggiore delle collezioni senesi. Tali campioni sono suddivisi in due sezioni: Fanerogame e Crittogame vascolari. Sono stati stimati in un numero approssimativo di 60.000, suddivisi in 285 pacchi. I campioni sono ordinatiti sistematicamente per generi; all'interno dei generi, le specie sono disposte in ordine alfabetico. Le aree meglio rappresentate sono: la Toscana centromeridionale, le Alpi Apuane e l'Appennino tosco-ligure-emiliano, con campioni abbastanza recenti dovuti alle raccolte dei botanici tuttora attivi presso il Dipartimento; la Liguria, con campioni derivanti soprattutto dall'erbario Cucini. In minore percentuale sono presenti campioni delle seguenti aree: Alpi valdesi, Dolomiti, Friuli, Istria, Slovenia, Erzegovina, Macedonia e Montenegro (con duplicati da LJU donati dal Prof. Dino Marchetti), Emilia, Grecia (Salonicco), Lazio (Colli Albani, Roma, prov. di Latina), Napoletano (Napoli e zona vesuviana), Puglie, Sardegna, Siberia, Sicilia, Slovacchia, Ungheria e Tripolitania. Molti campioni di piante esotiche provengono da Orti Botanici europei.

Indice

Bibliografia

 

Barluzzi C., Salerni E., Laganà A., De Dominicis V., Perini C., 1998 – La collezione micologica dell’Herbarium Universitatis Senensis (Siena) – Informatizzazione dei dati relativi ai macromiceti. Mic. Ital. 1:71-75.

Bonini I., 1993. Le collezioni briologiche dell'Herbarium Universitatis Senensis (Siena). Inf. Bot. Ital., 25: 268-271.

Chiarucci A., Loppi S., 1990. Le collezioni lichenologiche dell’Herbarium Universitatis Senensis (Siena). Not. Soc. Lich. Ital., 3(1): 83-84.

Chiarucci A., Ferri S., Loppi S., Mariotti M.G., 1993. Gli erbari e le collezioni botaniche senesi. In: Vannozzi F. (ed), "Tre secoli di erbari e collezioni botaniche a Siena", Comune di Siena, Università di Siena, 9-16 pp.

Chiarucci A., Mariotti M.G., 1994. The original collections of Arturo Nannizzi (1877-1961) in the Herbarium Universitatis Senensis (SIENA).Mycotaxon, 50: 151-166.

Ferri S., 1987. Il ruolo di Arturo Nannizzi nel quadro evolutivo delle conoscenze micologiche. Micologia Dermatologica 1: 29-44.

Ferri S., Miraldi E., 1993a.  L'Orto Botanico di Siena. Dal giardino della Spezieria al 1964. Atti Convegno "I Giardini dei Semplici e gli Orti Botanici della Toscana. Storia di un passato e progetti un futuro". Siena, 7-9 maggio 1992, Quattroemme, Perugia: 69-82 pp.

Ferri S., Chiarucci A., Perini C., 1999. Flaminio Tassi (1851- 1917): a Sienese botanist and mycologist. In “Italians in the History of Mycology”, Proceedings of a symposium held in the Archivio Centrale dello Stato Rome, 4-5 Ottobre 1995. 123-133 pp.

Loppi S., 1993. Le collezioni lichenologiche dell'Accademia dei Fisiocritici di Siena (SIAC). Not. Soc. Lich. Ital., 6: 71-74.

Loppi S., Putortì E., De Dominicis V., 1995. Catalogo della collezione lichenica Valenti Serini. Atti Accad. Fisiocritici Siena, 14: 75-85.

Nannizzi  A., 1928a. Illustrazione di alcuni antichi erbari botanico-medici. Atti R. Acc. Fisiocr. Siena, sez. Med.-Fis., s. 10, 3:3-19.

Nannizzi  A., 1928b. Un erbario siciliano del sec.XVII attribuito a Lorenzo Panducci. Atti R. Acc. Fisiocr. Siena, sez. Med.-Fis., s. 10, 3:321-336

Nannizzi  A., 1928c. L’Erbario senese di Vincenzo Felici (1803).Atti R. Acc. Fisiocr. Siena, sez. Med.-Fis., s. 10, 3: 411-422

Mariotti M.G., 1992 - Su un erbario antico rinvenuto in Barga. Museol. Sc., 8

Mariotti M.G., Chiarucci A., 1993. The herbaria of Siena University (Italy). Remarks on the collections and collectors. Webbia, 48: 321-337.

Perini C., 1994. Erbario dell'Università degli Studi di Siena (Siena). In: Giunta Regionale Toscana. “Guida agli Erbari della Toscana”, 97-100.

Plenck J.J., 1785. Toxicologia, seu doctrina de venenis et antidotis. 338 pp., Viennae, Graeffer.

Preda A., 1917. L'Istituto e l'Orto botanico della R.a Università. di Siena durante il biennio 1916-1917. Relazione. 22 pp., Stab. Tip. Bernardino, Siena.

Ricci C., 1987. Arturo Nannizzi. Un umile, travagliata vita al servizio della Scienza. Micologia Dermatologica, 1:11-28.

Saccardo P.A., 1909. Cronologia della Flora Italiana. XXXVII+390 pp., Padova.

Tassi F., 1905. Contributo alla storia della Botanica in Italia. La Botanica nel senese. Bull. Lab. Orto Bot. (Siena), 7:3-56.

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