Università degli Studi di Siena - Dipartimento di Fisica
 Osservatorio Astronomico
 
 Archivio delle attività svolte all'Osservatorio Astronomico Torre Luciana dal 1996 al 2002

L'eclisse totale di sole dell' 11 agosto 1999

Il diario della giornata

Altmünster (Austria), 11 agosto 1999

Ore 6.30, un gruppo di intrepidi eroi si ritrovano a guardare le immagini del tempo prese da Internet. Le facce assonnate di fronte alla luce bluastra dello schermo del computer portatile si fanno più mogie man mano che le previsioni si fanno meno incoraggianti. E' estate, ma non per l'Austria o almeno per buona parte del centro Europa. Da un paio di giorni le previsioni sono sullo stesso tono.

Una prima perturbazione se n'é andata; un'altra la segue a ruota a breve distanza. Fra di loro un piccolo spazio di cielo un po' meno nuvoloso, proprio sull'Austria; basterà? Nei giorni passati e, a dire il vero, già nei mesi passati avevamo già vagliato tutte le possibili alternative, praticabili a partire dalla nostra sede provvisoria, a Gmunden, un piccolo centro nell'ovest dell'Austria, sul lago Traunsee, a ridosso delle alpi Orientali: Salisburgo, Linz, l'Ungheria, il lago Balaton o Monaco, in Germania. Il sereno sulla cartina dell'Europa appare lontano, troppo lontano. Così decidiamo di restare e tentare.

Il direttore dell'albergo Alois Reiberstorfer, la sera prima ci aveva consigliato una collina di nome "Gmundnerberg", dalla quale si gode un ottima vista del lago ed uno splendido panorama sui dintorni. Nei pressi c'é anche un osservatorio ormai in disuso.

Ci arriviamo verso le 7.30. Il posto é perfetto, solo una macchina e già arrivata prima di noi; il cielo é coperto. Posizioniamo comunque i cavalletti e aspettiamo.
Aspettiamo.

Qualcuno tira fuori un cappio dedicato a chi vuol parlare del tempo. Qualcuno tira fuori la pizza del giorno prima. Qualcuno tira fuori la chitarra. Intanto la gente comincia ad arrivare; dietro di noi si piazza una postazione di "ORF", la televisione Austriaca. Tutti sono armati di occhialini, binocoli e macchine fotografiche.

Ore 10.15, nubi nere come la pece si avvicinano inesorabilmente, inizia a piovere. La gente si rifugia come può nelle macchine, nel ristorante, salvando il salvabile. Uno scroscio breve, ma intenso.

Ore 10.30, la pioggia é finita, é tutto da rifare.

Ore 10.45, il sole fa timidamente capolino fra le nubi, che ciclicamente tornano ad oscurare il campo. Ora si vede il Sole, ora no. Ce la faremo?

Ore 11.19, primo contatto. Una sprazzo di luce. Al piccolo telescopio la Luna incomincia ad invadere il disco del Sole, l'eclisse é iniziata. Le nubi non allentano la presa. Il sole é visibile solo a sprazzi, sufficienti per prendere qualche buona immagine della fase parziale, ma niente può garantire che proprio durante quei due minuti e mezzo della fase totale nessuna nube passi davanti a noi, impedendoci di vedere quello che abbiamo aspettato per anni. Le nubi passano lentamente su di noi, una ad una.

La fantasia non manca. Alcuni nostri amici hanno fissato degli specchi da saldatore su un pacco di pasta.

Il tempo dell'attesa viene scandito da qualche volontario che porta in giro un cartello con i minuti che ci separano dalla totalità. Nel ristorante vicino, un simpatico complessino austriaco continua ad intonare tipiche canzoncine.

Ore 12.30, a circa dieci minuti dalla fase totale la luce si fa strana: le nubi vicine al sole non sono più bianche, ma hanno preso una sfumatura rossastra che ricorda l'arcobaleno; l'erba intorno a noi non é più verde come pochi minuti prima; il lago cambia colore con le nubi. E' stato freddo tutta la mattina, ma un vento ancor più freddo si alza lentamente. Una grossa nube bianca sta per oscurare il Sole, proprio nel momento sbagliato.

Ore 12.38, tre minuti alla totalità, ormai il cielo non é più lo stesso, i colori sono cambiati. La grossa nube é ad un passo dal Sole. Gli occhi sono fissi nel cielo, ma é troppo presto: la retina resta impressa con decine di piccole mezze lune. Due minuti, un minuto alla totalità, si inizia a veder Venere. Un gruppo di ragazzini sbagliano il conto alla rovescia che appare nel computer. Manca ancora un minuto. I secondi passano inesorabili, l'eccitazione cresce. La nube incombente é miracolosamente scomparsa. C'é chi vede per terra delle strane piccole ombre a forma di serpente che si muovono velocemente, c'é chi vede arrivare da lontano l'ombra scura della totalità.

Ore 12.41, la luna si posiziona esattamente davanti al Sole. E' come se qualcuno girasse un interruttore. Il paesaggio si fa scuro, la corona del Sole si illumina; anche ad occhio nudo si intravede il rossore della cromosfera.

Al telescopio lo spettacolo é indimenticabile: rosse protuberanze si innalzano dalla superficie del Sole in più parti.

Ad occhio nudo é difficile vedere altri astri; non é proprio buio, all'orizzonte il cielo é quasi chiaro. La gente grida, applaude, salta, corre.

Ore 12.43, all'uscita dalla fase di totalità l'anello di diamante é bellissimo.

Lo spettacolo é finito, ma molti sono ancora increduli; i due minuti e venti della totalità sono parsi ai più durare come trenta secondi. Le scene di entusiasmo si sprecano, tutti si abbracciano e si complimentano.

Il resto della fase di parzialità viene affrontato quasi con distacco. La missione é compiuta! E poco importa che qualche ora più tardi ricominci a piovere, che buona parte dell'Europa abbia visto la pioggia o le nubi e non il Sole.

Ormai tutti pensano solo al 21 Giugno 2001, la prossima eclissi totale.

Per ogni commento, mandate un messaggio a Luca "Markab" Ravenni

I partecipanti alla spedizione austriaca



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